prose  ·  1956-11  ·  Italian

Due Preghiere Inedite


CreatorFranco Lalli
Date1956-11
SourceItalamerican (New York), novembre 1956
Typeprose
LanguageItalian
NoteTwo prayers — morning and evening — published posthumously in the New York magazine Italamerican, November 1956.
Sommario / Synopsis

Franco Lalli’s “Preghiera del mattino” and “Preghiera della sera” are devotional lyric prose pieces structured as two prayers that frame a single day. The genre is religious meditation, written in the first person as a direct address to God. In the morning prayer, the speaker thanks God for a “new blank page” in the book of his life and asks for guidance to write the day’s story without mistakes. He requests that Work and Duty be cheerful companions and that Hope follow him like a child follows its mother. Central themes are moral self-discipline and compassion: he asks to be restrained from harming anyone, lying, or betraying, and to be kept from Doubt and Hatred, as well as from favors offered by mercenaries and flattery from the corrupt. He prays to recognize and help the poor, afflicted, sick, and lost, and to accept annoyances, disappointments, and bitterness with courage and dignity, suffering alone rather than causing others to suffer.

The evening prayer completes the arc with gratitude for protection, honest hands, a pure heart, family joy (children and a faithful partner), and signs of God perceived in everyday encounters: a woman making the sign of the cross, a boy playing, a beggar’s voice, and his own silent response to an insult. Though materially unrewarding, the day is affirmed as spiritually rich, ending with a plea for forgiveness and peaceful rest.

Il Testo / Full Text

Un nuovo giorno è nato sulla terra ed io Ti ringrazio, buon Dio, di aver fatto aprire quest’altra pagina bianca nel libro della mia vita. Fammi scrivere la storia di oggi senza errori e con mano sicura.

Tu che tracci il cammino del vento e della formica, della goccia d’acqua e degli uccelli, guida — in questo giorno — i miei passi lungo le tumultuose strade del mondo.

Fa che la Fatica e il Dovere mi siano lieti compagni di viaggio, e la Speranza mi segua dovunque come un bimbo segue la sua mamma, come i fiori seguono la primavera.

Non farmi recare pena o danno a nessuno; e perciò ferma la mia mano se volesse colpire, la mia bocca se volesse mentire, il mio cuore se volesse tradire.

Non farmi incontrare il Dubbio, Dio di Verità, nè l’Odio, Dio d’Amore. Non farmi ricevere favori dai mercenari, lusinghe dai corrotti; e fai in modo che coloro i quali oggi dovranno guardarmi, mi guardino con gli occhi chiari e dolci d’un fratello.

Non allontanare dalla mia strada i poveri, gli afflitti, gli infermi e gli sperduti; fammeli riconoscere, se li incontro; e soccorrere, se posso.

Siccome Tu fai cadere le spine sempre dalla parte dove cadono le rose, ricordami durante il giorno che noi possiamo raggiungere la felicità ad una condizione: soffrendo da soli e mai facendo soffrire gli altri. Perciò fammi affrontare le noie, le delusioni, le amarezze col coraggio d’un bravo soldato e la dignità d’un vero uomo.

E così sia.

Preghiera della sera

Ti ringrazio, buon Dio, per quest’altro giorno che mi hai donato ed ora muore sulla terra.

Ti ringrazio per il lavoro che mi hai fatto compiere, la protezione che mi hai concesso, il dolore che mi hai evitato.

Ti ringrazio per aver mantenuto il sorriso sulle mie labbra e le mie mani oneste ed il mio cuore puro.

Ti ringrazio per avermi fatto trovare sulla porta, tornando a casa, la gioia dei miei bambini e il saluto fedele della mia donna.

Ti ringrazio di avermi concesso la grazia di poterTi vedere dentro il segno della croce che una donna si faceva uscendo di chiesa, dentro gli occhi limpidi d’un ragazzo che giuocava nella strada, dentro la voce del mendicante che mi ha chiesto l’elemosina, dentro il silenzio col quale ho risposto all’offesa ricevuta da un cattivo.

La giornata è stata dura, lunga, pesante di fatica e ingrata di beni materiali; ma Tu mi hai donato tutte queste altre cose così belle e così care, che io Ti ringrazio — dal profondo del cuore — per avermi fatto scrivere quest’altra pagina nel libro della mia vita.

Ora proteggi la mia casa, o Signore, e Tu che vedi nella notte nera la formica nera sopra la pietra nera, veglia il mio sonno e spargi sull’onda bianca del cuscino dove poggio la testa, la clemenza del Tuo perdono e il riposo soave della Tua pace.

E così sia.

I Manoscritti / Original Typescripts · 1 foglio