Un’altra campana — benché spesso stonata e di secondaria importanza — aveva fatto udire la sua voce nei giorni della fine d’anno: la campana di Louella Parsons che suona quotidianamente attraverso i giornali della catena di Hearst.
Secondo la matematica della suddetta Parsons — e secondo l’opinione delle varie cameriere romane — Ingrid Bergman sta per divenire madre. Questo figlio — preparato tra i burrascosi capitoli d’un romanzo internazionale con molto . . . intreccio — dovrebbe venire alla luce a metà gennaio.
Camillo Cianfarra, corrispondente del New York Times da Roma, si è recato ad intervistare la coppia ed ha trasmesso al suo giornale la giusta ed indignata filippica di Roberto Rossellini:
“Questi sono affari che non riguardano gli altri. Tentare di frugare in una vita privata, rivela non solo del cattivo gusto, ma viola in pieno la libertà di una donna la quale ha rinunziato ad una carriera per affermare i suoi diritti”.
A un collega romano, poi, Camillo Cianfarra avrebbe confidato ciò che per correttezza si è astenuto dal dire ai lettori del “Times”: cioè, di non aver visto nulla. (Poiché, nonostante i progressi della scienza e le astuzie femminili, queste cose ancora si vedono).
Ed io credo più al buon senso ed all’abilità del mio ottimo amico Cianfarra che non alla matematica di Louella Parsons.
