Louella Parsons aveva fatto bene i calcoli: Ingrid Bergman ha dato alla luce un bambino in una clinica di Roma. Sono io ed il mio amico Cianfarra del "Times" che adesso ci troviamo nei pasticci! Lui perchè diceva che durante un'intervista con l'attrice non aveva visto nulla ed io perchè — sostenendo questo suo . . . punto di vista — davo torto alla Parsons la quale (con l'arma d'una occulta e diabolica matematica) invece affermava che la luna di miele era giunta al settimo mese. Ed aveva ragione! Le donne, si sa, in simili faccende sono assai più erudite e bene informate degli uomini.
L'"United Press" comunicava che la notizia del parto aveva "fatto sospendere i lavori negli studi cinematografici di Hollywood" mentre a Roma — e questo è il particolare più strabiliante di tutti — essa veniva data ai giornalisti da un sacerdote, amico di Rossellini, con queste testuali parole:
"Miss Bergman ha dato alla luce un bel bimbo senza difficoltà. La puerpera ed il neonato godono eccellente salute. Il parto è stato prematuro di tre settimane".
Ma come? Un prete ficcato in queste primizie?
Beh, dimentichiamo (quel che è stato è stato!) ed assolviamoli tutti. È l'Anno Santo! . . .
## Taccuino di FRANCO LALLI
