Ho visto, in Madison Avenue, una mostra di sedie e mi son messo a guardarle con viva curiosità perchè l'uomo seduto a me sembra che sia più dignitoso, più serio e più intelligente dell'uomo in piedi.
Seduto ricordo, la prima volta, Guglielmo Marconi a bordo d'una nave al suo arrivo a New York. E quando si alzò — dopo la intervista — mi parve diverso: un uomo come tutti gli altri, con le gambe; e, in fondo alle gambe, quelle povere, deformi ed umilianti cose che sono le nostre scarpe.
Seduto sta il Mosè del Michelangelo, e seduta sta la legge nel dipinto, memorabile, del David.
Vedere un Papa che passeggia o un re in piedi, sono circostanze che fanno perdere — anche se involontariamente — qualsiasi rispetto verso le loro auguste persone. Per riacquistare l'immediata e completa maestà del comando, han bisogno del trono: di mettersi, insomma, a sedere.
Le donne che, assieme alle volpi ed ai serpenti sono le creature più scaltre dell'universo, queste cose le sanno per istinto e perciò invece di sedere, si mettono addirittura sdraiate.
I Cinesi — i quali una volta erano savi e profondi nei loro concetti — usavano raccomandare: “Se una cosa che puoi fare stando in piedi, la puoi fare anche stando seduto, mettiti subito a sedere”.
Seduti, i piccoli appaiono grandi ed i grandi imponenti e gravi. Seduti stanno gli amici, i buontemponi, la gente dall'animo sincero e senza paura. In piedi stanno i nemici, i traditori, i guerrieri, quelli che litigano e che protestano, che sfidano o fuggono.
Se l'umanità potesse camminare seduta, forse molti problemi scomparirebbero per sempre. E chissà che tale giorno non arrivi. Il giorno in cui ognuno di noi potrà andare in giro con una sedia, comodamente assiso, senza far vedere l'onta delle scarpe: emblema d'un pellegrinaggio che si svolge sempre tra le sconfitte del passato e le incertezze del futuro...
