Fortune ha pubblicato un profilo di Dean Acheson, l’attuale Segretario di Stato. Eccone i brani più interessanti:
“Acheson ha avuto una vita molto fortunata. Di cospicua famiglia, cresciuto in un ambiente fervido di idee, è stato dalla natura dotato di animo e di fascino personale non comuni.
“Mentre era ancora studente universitario, sposò la bella Alice Stanley, compagna di collegio della sorella. Nel 1923 essi comprarono a Washington una vecchia casa di mattoni rossi. Considerevolmente ingrandita, questa casa è tuttora la loro residenza. Hanno tre figli: un maschio e due femmine. In famiglia il Segretario di Stato è circondato da una atmosfera di cameratismo priva di ogni adulazione.
“Che Acheson sia un uomo di governo di gran valore, è ammesso da tutti. Vari amici hanno notato che tra lui ed il Presidente Truman vi sono forse molte più somiglianze di quanto non appaia a prima vista: somiglianze di temperamento e di carattere. Sono, ambedue, noti per saper conservare l’entusiasmo; l’uno e l’altro sono famosi per la semplicità, la mancanza di formalismo e di affettazione.
“In fatto di preparazione tecnica, ben pochi Segretari di Stato americani (e forse nessuno) sono stati così idonei alla loro carica. Oltre ad avere acquistato la più varia esperienza durante i sette anni in cui ha lavorato al Dipartimento di Stato, Acheson ha anche impiegato buona parte del suo tempo, nel disimpegnare le funzioni di Vicepresidente della Commissione Hoover per la riorganizzazione del governo, esaminando in particolar modo il problema della riforma del Dipartimento di Stato.
“Nel giugno del 1946, dopo aver espresso la speranza, tipica in lui, che la ragionevolezza potesse ancora condurre ad un modus vivendi con l’Unione Sovietica, egli continuò: “L’espressione con cui noi Americani indichiamo i problemi da risolvere è significativa. Li chiamiamo “mal di capo”. Si prende una pillola, e se ne vanno. Ma i mali di cui abbiamo parlato sono di ben altra natura. Sono come il peso di guadagnarsi da vivere. Ci accompagneranno fino alla morte. Rendiamoci conto che i pericoli, l’incertezza, il bisogno di stare in guardia, la necessità dello sforzo e della disciplina, ci saranno sempre compagni.”.
