La scena politica americana ha perduto, con Fiorello La Guardia, una delle sue più dinamiche e pittoresche figure: un lottatore nato, un ribelle per istinto.
Chiassoso come un raffreddore e pieno di bollente energia come una vaporiera in partenza, dovunque egli appariva suscitava del tumulto. Gli stessi avversari, però, non potevano fare a meno di ammirarlo e riconoscerne in lui le qualità dell'uomo di dominio: coraggio morale, sincero idealismo, intenso lavoro ed onestà di propositi.
L'ultima volta che noi lo vedemmo fu in un ascensore, giacché egli aveva l'ufficio nello stesso palazzo della R.K.O. e spesso ci si incontrava e si saliva assieme dentro una scatola di acciaio. Recava in una mano delle lettere, un telegramma e gli occhiali; nell'altra dei giornali. Ci disse che andava a parlare ad una adunata politica; cioè a pronunziare uno di quei discorsi che avevano sempre qualche eco (alle volte internazionale) e che sono stati in tanti modi descritti, illustrati e commentati:
“La Guardia parlava in un teatro, all'inizio della campagna elettorale. Tutto ad un tratto gettò via il manoscritto, si strappò gli occhiali a stanghetta e li adoperò, alternativamente, come scimitarra, spada da scherma, unginetto per grattarsi la schiena, bacchetta da tamburo e cucchiaio. Si toccò la punta dei piedi, imitò il calcio d'un giocatore di “football”, sputò sopra un'immaginaria mela e la pulì ad una manica della giacca. Mise in ridicolo i critici che gli rimproveravano le frequenti visite che faceva a Washington. Chiese: “E con ciò?” (Batté la testa indietro, si mise in una posizione di corsa podistica, partì verso il centro del palcoscenico, si fermò di botto.) Rispose: “E con ciò vado a Washington un'altra volta!” La folla rideva, applaudiva, lo seguiva incantata”.
“Un uomo simile — dice I. F. Stone — era degno di morire, vittorioso, in un campo di battaglia e non in un letto”.
Vero. Non in un letto, con la Morte vicina che l'ha ipnotizzato per tre giorni di seguito, avvolgendolo in un sonno profondo, come se avesse voluto — prima di condurlo con sé — calmare e riconciliare tutto quel tumulto, quelle passioni, quelle forze aspre e severe, quegli scatti alle volte infantili, che formavano e caratterizzavano la sua vita.
