L'uomo del XXo. Secolo pensa ad alta voce. Potremmo anche dire, con linguaggio più preciso e casalingo: parla troppo. I grandi problemi del nostro tempo, infatti, sono giornalmente presentati e discussi alla radio, nei giornali, nelle università, nelle chiese, con discorsi, articoli, letture e prediche. Una tempesta di parole passa nell'aria, attraversa gli oceani, allaccia i popoli, colpisce le menti. “Hai sentito?”... “Hai letto?”... “Hai saputo?”...
L'uomo del passato era taciturno e solitario, più assorto in se stesso che nelle faccende degli altri; e le cose che vedeva e sulle quali ragionava, erano le cose semplici d'un piccolo mondo, d'una vita isolata. I piccoli mondi oggi sono scomparsi per fondersi e formarne uno solo; ed ecco — come conseguenza — il bisogno di occuparci e preoccuparci di tutti i problemi: i nostri e quelli dei cinesi, dei giapponesi, dei tedeschi, degli austriaci, dei greci. Perché il benessere umano non è più individuale, ma collettivo; quindi di importanza e di applicazione universale.
Una delle accademie più illustri e più all'avanguardia del pensiero moderno, è l'Istituto di Tecnologia del Massachusetts nelle cui aule Churchill parlò nelle settimane scorse e dove scienziati, filosofi, leaders politici e religiosi espongono il corredo delle loro dottrine e delle loro profezie. Quale sarà il mondo di domani? Qual'è il destino della nostra razza? E quale la strada che, conducendo verso la pace, potrà donare ai popoli la felicità?
Domande gigantesche, come si vede, che hanno sempre affaticato le menti umane, ma mai come in questi giorni di grande ansia e di grande attesa.
Wells — il noto scrittore inglese morto pochi anni or sono — vantava scherzosamente di aver trovato il modo per assicurare al mondo la pace universale; e lo esponeva in questi termini:
— Un padre possedeva come unica proprietà una vasta tenuta ed aveva due figli. Volendo che questi la dividessero senza litigare e con la più scrupolosa giustizia, redasse un testamento così concepito: “Lascio la tenuta ai miei due figli. Il maggiore s'incaricherà di dividerla in due parti fissando lui, come crederà meglio, le proporzioni delle parti stesse. Il minore avrà poi facoltà di scegliere liberamente fra queste due parti.
“Ebbene, per assicurare la pace universale si dovrebbe procedere in un modo un poco somigliante: basterebbe stabilire che il vincitore dovrà pagare tutte le spese.”
L'Istituto di Tecnologia del Massachusetts non tenta di risolvere con delle barzellette i gravi problemi che pesano sulla umanità, ma con una chiara esposizione dei fatti visti e discussi da angoli diversi e da intelletti spesso in opposizione tra di loro: materialismo e scienza da una parte, religione e filosofia dall'altra.
di FRANCO LALLI
Il pubblico si appassiona ai dibattiti e ne segue — con vivo interesse — le fasi. Questo è un ottimo sistema che tutti i Paesi democratici dovrebbero imitare e seguire. Perché noi possiamo distinguere la verità dall'errore o la realtà dall'inganno, soltanto conoscendo i vari aspetti dello stesso problema. È allora che si acquistano le profonde convinzioni e si è sicuri del proprio ideale.
