Feuilleton  ·  1947–1951  ·  Italian

Scenario


CreatorFranco Lalli
Date1947–1951
SourceDivagando
TypeFeuilleton
LanguageItalian
Il Testo / Full Text

I giornali pubblicano l’esito d’un concorso indetto tra i “bums” di Bowery. (Per i lettori d’Italia spiegherò che i “bums” sono i vagabondi, gli alcoolizzati, i naufraghi di una città: nel nostro caso, New York. E Bowery è il quartiere dove molti di questi derelitti si aggirano andando da una bettola all’altra.)

Il concorso era basato su una domanda: “Perché vi siete ridotto a vivere come oggi vivete?” Ha vinto la risposta che diceva: “Volevo dimenticare — e sono stato dimenticato”. Una risposta amara, beffarda ed anche molto precisa. Per motivi facili a comprendersi, i nomi dei concorrenti non sono stati fatti; e quindi il pubblico ignora quello del premiato. (Il quale, certamente, ora dorme sugli allori della sbornia presa per celebrare la vittoria).

Ma sarà forse interessante comprendere la psicologia e la funzione di individui i quali fanno parte d’una vasta metropoli pur essendosi completamente staccati dal quadro della sua vita sociale.

New York possiede tre tipi di “bums”. Il primo vive nelle piazze e nei giardini della città. Va sempre in cerca dei giornali che la gente butta via: li raccoglie, ne fa una buona prevvista, siede ad una panca e trascorre il giorno assorto nella lettura del notiziario internazionale. È un prodotto europeo, un idealista ed un filosofo; ed è anche l’unico individuo che conosca a memoria la storia dei grandi eventi e dei grandi personaggi del giorno. Paul Verlaine fu il maestro ed il caposcuola di questa che è una classe speciale e, indubbiamente, la più aristocratica.

Il secondo tipo si aggira agli angoli delle strade e va matto per il caffè. Ma siccome gli mancano sempre quattro soldi per formare un nickel — che è il prezzo quasi comune d’una “cup of coffee” — ferma i passanti e cerca di ottenerli. Dopo che lì ha ottenuti va a bere whiskey fatto di veleno alla prima taverna che trova.

Il terzo tipo è il classico vagabondo che vive, come dicevo prima, in Bowery. Ha rinunziato a tutto, si è diviso dal mondo, non si interessa più del suo simile. È solo. Non ti domanda mai l’elemosina.

Questo terzo tipo si adatta a dei mestieri vari: il facchino, il guardiano notturno, lo sguattero. Lavora secondo la sete; appena raggranella quel tanto necessario per la sbornia del giorno, pianta l’impiego e si ficca in una bettola. L’estate dorme sui marciapiedi. L’inverno nei ricoveri pubblici. Non ha più alcuna speranza nella salvezza dell’umanità: è il vero e completo pessimista.

Questi sono i bums di New York: rifiuti, rovine. Come quelle pietre che si distaccano dai macigni e precipitano in fondo alle valli, anch’essi si sono sgretolati dalla roccia della società per andare a finire in fondo ad un vicolo. Un giorno ebbero un grande storiografo che seppe narrare, in una serie di novelle, le loro avventure ed i loro vagabondaggi: O. Henry. Poi si interessarono a Charlie Chaplin il quale nel modo di vestire, di camminare e di prendere in giro il fato, sapeva imitarli ed anche interpretare il loro stato d’animo. Ma adesso che pure Charlie Chaplin li ha abbandonati, attendono che venga fuori qualche altro artista a ritrarli e cantarne l’odissea.

La collezione più varia e più illustre di questi infelici è possibile trovarla in Battery Place dove si raccolgono i bums internazionali: i nomadi provenienti da tutti i porti del mondo. Essi hanno negli occhi il mare: la nostalgia, la passione ed il sogno del mare. Perciò li affascina, in particolar modo, lo scenario del tramonto.

Nelle sere dolci e nitide, con quegli orizzonti aperti e pieni di pace come una preghiera, i bums giungono a carovane da Bowery, Canal Street, Brooklyn Bridge e First Avenue a vedere il sole che, come una nave in fiamme, precipita nel vasto oceano del cielo. È una visione superba ed essi se la contemplano e se la gustano in silenzio, raccolti.

Anche perché solo i poveri sono veramente lieti di vedere un giorno che muore: un’altra noia che se ne va...

I Manoscritti / Original Typescripts · 1 foglio