Feuilleton  ·  1947–1951  ·  Italian

Il destino d'un eroe


CreatorFranco Lalli
Date1947–1951
SourceDivagando
TypeFeuilleton
LanguageItalian
Il Testo / Full Text

Il tenente Thomas Ridgeway — d'una tra le più nobili e ricche famiglie inglesi — aveva vent'anni quando nel 1939 i Cavalieri dell'Apocalisse si misero a galoppare prima in Europa e poi intorno al mondo. Come tanti giovani i quali sentono le cannonate più dentro lo spirito che dentro gli orecchi, egli partì per la guerra e si mise a combattere con l'affascinato entusiasmo delle api in un campo di fiori.

“È un ragazzo ammirevole — diceva il comandante — Non teme il pericolo ed ama profondamente la sua Patria”.

I ragazzi che non temono il pericolo ed amano profondamente la Patria, sono degli eroi. Thomas Ridgeway divenne un eroe.

Terminata che fu la bufera di fuoco, egli fece ritorno alla vecchia e devota casa che stava ad attenderlo. Era un po' stanco, un po' triste, con qualche capello bianco alle tempie, ma sapeva ancora sorridere perché era ancora tanto giovane. Nel 1946 lasciò l'Inghilterra e si recò in Grecia dove una sera conobbe, ad una festa da ballo che si dava ad Atene, Liana Kremezi: una ragazza alta, magra, con una bocca così rossa che gli ricordava il sangue e dei capelli così neri che gli ricordavano la notte: i due colori dominanti — il rosso ed il nero — di tutte le guerre.

Liana Kremezi aveva udito anche lei il furioso galoppo dei quattro Cavalieri e dato il proprio contributo al Paese in pericolo. S'era posta alla testa delle donne greche, aveva organizzato la resistenza, vinto un posto nell'albo d'onore delle armate femminili. Tutti la chiamavano, infatti, “La Pulzella di Atene”.

Quella sera, ballando, i due giovani appresero i brani della loro storia che aveva tanti nomi ed episodi in comune. Il giorno dopo si rivedero. Quando un uomo ed una donna si rivedono il giorno dopo una festa da ballo, in novantanove casi su cento vuol dire che han deciso di continuare a ballare per conto proprio e in privato.

Il tenente Thomas Ridgeway prolungò il soggiorno nell'aspra e dorata terra di Ulisse; e quando non trovò più pretesti di sorta e fu costretto staccarsi, prese un anello, l'infilò ad un dito di Liana e le disse: “Fra tre mesi sarai mia moglie”.

La fidanzata rimase ad attendere. E nell'attesa trascorsero le settimane senza che il romantico eroe le scrivesse una lettera o le inviasse un solo saluto. Angustiata dalla lunga vigilia, la Pulzella di Atene sentì risorgere dentro di sé l'iniziativa dei giorni del pericolo e della guerra. Siccome lo scomparso tenente non veniva a cercarla in Grecia, andò lei a cercarlo in Inghilterra.

Egli fu sincero e le svelò di avere un'altra fidanzata.

di Franco Lalli

“Avrei dovuto parlartene subito, la sera stessa in cui ti conobbi, perché questo legame esisteva fin da allora. Quando tornai in Inghilterra, ero veramente deciso a rompere il fidanzamento, eppure non mi è stato possibile.

— Perché?

— Non ho la forza d'animo di svelare all'altra che non l'amo più.

Andarono a casa dove la fanciulla greca conobbe il padre e la madre del tenente inglese. E costoro che ignoravano l'avventura sotto il cielo di Atene, quando l'appresero diedero al figlio abbastanza energia da spingerlo a confessare la verità. Annullato il primo, il “Times” di Londra annunciò nelle sue colonne il secondo fidanzamento.

Liana ripartì, vittoriosa, ed acquistò il corredo. Le nozze ebbero luogo in una cornice di splendore. Erano tutti lieti e tutti beati. Ma dopo pochi mesi, il tenente scomparve un'altra volta. La sposa, che stava visitando la famiglia in Grecia, ricevette una lettera. “Perdonami, ma non posso più nasconderti la verità: amo un'altra donna. L'ho amata sin dal primo istante in cui l'ho conosciuta (il mese scorso), come amai te la prima sera”.

La Pulzella di Atene ripartì precipitosamente alla volta dell'Inghilterra. Prima pianse, protestò, minacciò. Poi disse che non si sarebbe più mossa ed avrebbe creato uno scandalo. Lo scandalo vi fu: Thomas Ridgeway ottenne il divorzio, sposò Jane Baker, figliuola di Lady Rosa Baker, e Lilliana rimase sola.

Ma gli avvocati le consigliarono di non abbandonare la lotta e rivolgersi alla giustizia. Giorni or sono il caso è stato discusso in un Tribunale di Londra che ha assegnato alla sposa tradita 10,500 sterline “come risarcimento di danni”.

L'eroina greca ha rifiutato l'intera somma preferendo prendersi, dell'appetitosa torta, soltanto una parte: “il centro”, ella ha detto. Ossia, 2,200 lire sterline.

“Non mi occorre altro. Non è il denaro che io cercavo. Perciò non è il denaro che voglio”.

Come tutti gli apostoli i quali credono in una sola causa, ella ha dichiarato: “Forse non mi sposerò più; però se un giorno dovessi riprendere marito, lo cercherei in mezzo alla razza inglese”.

Il che significa, da parte sua, una resistenza di primissimo ordine. Una resistenza che, già rivelatasi durante la guerra, ora si sta rivelando nel campo della pace.

Mentre l'ex-marito, il tenente, riconferma che più d'un eroe il quale affronta imperterrito il nemico sul campo di battaglia, poi cede le armi e si arrende al

Sul suo tavolo di lavoro ha lasciato incompiuti i primi capitoli di un nuovo libro dal titolo assai indicativo: La tragedia della vecchiaia.

I Manoscritti / Original Typescripts · 1 foglio