Feuilleton  ·  1947–1951  ·  Italian

La terra che ha sete


CreatorFranco Lalli
Date1947–1951
SourceDivagando
TypeFeuilleton
LanguageItalian
Il Testo / Full Text

I meteorologi non rispondono quando si chiede loro se anche in primavera, anche in estate, il tempo continuerà a mantenersi bello, senza piogge. Sono uomini di scienza che lavorano su elementi esatti, e non s'avventurano in previsioni. Non rispondono neppure alla domanda di quel che accadrebbe persistendo la siccità; ma dal gesto sconsolato delle loro braccia si capisce quel che pensano: le cose non andrebbero affatto bene; anzi, andrebbero male, molto male. Non vogliono fare dichiarazioni impegnative, si limitano a dire che la magra di quest'anno presenta caratteri assolutamente eccezionali in Italia e in gran parte d'Europa, e soggiungono che un fenomeno simile non ha riscontro negli ultimi due secoli, dall'epoca, cioè, in cui vennero iniziati i rilievi scientifici dei fenomeni atmosferici. Fatto sta che l'Italia è giunta alla primavera con un credito verso la natura di circa cinquanta miliardi di tonnellate di acqua, piovute in meno di quel che s'attendeva nel quadrimestre novembre-febbraio. Per quanto non esistano, né siano possibili computi esatti in questa materia, si dà per accertato — scrive “L'Europeo” — che sulla penisola cadano in un anno intorno ai trecento miliardi di tonnellate di pioggia (uno strato d'acqua che oscilla dagli ottanta ai cento centimetri di altezza su tutto il territorio); e di questa igente massa, considerate le statistiche relative al passato, un terzo circa avrebbe dovuto cadere negli ultimi quattro mesi.

I Manoscritti / Original Typescripts · 1 foglio