Camminano anche altri sei piedi: quattro d’un cane e due d’una signora che porta a passeggio il cane. Della signora si vedono soltanto le gambe: il resto del corpo non è ritratto. Questo è un famoso quadro futurista e si trova in un altro Museo: quello d’Arte Moderna alla 53a. strada dove continua la Mostra dei pittori italiani. Una mostra che richiama grande pubblico ed ha ottenuto uno schietto successo.
Vi sono tutti i futuristi: dai papà che lanciarono il primo manifesto inteso a spezzare le tradizioni ed i legami col passato, ai giovanissimi discepoli che seguono i rivoluzionari canoni della forma e dei colori: da Amedeo Modigliani che ritrae i nudi con le linee della scultura africana al metafisico Giorgio de Chirico che fa castelli favolosi, torri, case e palazzi con una luce spettrale da mondi ultraterreni; da Umberto Boccioni che ti dipinge la pelle umana in una maniera sconcertante, tanto vivo e vero è il suo tessuto pittorico, a Giorgio Morandi che si è specializzato nelle bottiglie e te le presenta di tutti i tipi, a dozzine.
Si può dissentire con la loro arte ed i loro scopi; ma che questi artisti (i vecchi ed i giovani) abbiano molto ingegno e quindi del pensiero, alle volte anche un messaggio nei loro lavori, è cosa ormai assodata e fuori discussione.
Lo comprendi subito se, dal terzo piano dove v’è la Mostra, tu passi al secondo ed al primo dove espongono pittori di diverse nazionalità e vedi donne nude con i corpi a forma di pera, figure geometriche con le gobbe, suonatori di trombe, crostacei che ti sembrano aragoste e invece sono areoplani.
Questi sono degli imitatori e dei futuristi nel senso che non avranno mai un futuro. Come non ebbero mai un passato.
