Nelle pagine dell’“American Mercury” si è svolta una originale ed appassionante polemica intorno al futuro dell’uomo. Sembra, secondo i calcoli e le statistiche della scienza ufficiale, che l’uomo sia in piena decadenza e vada perdendo non già di autorità (questa, oramai, l’ha perduta da lungo tempo) ma di vigore fisico e di superiorità numerica davanti alla donna la quale cresce di anni (sia lodato il Signore!) e di esemplari (la popolazione femminile supera quella maschile).
Un Professore della Yale University pare abbia suggerito, come rimedio, la poligamia: vale a dire una specie di distribuzione del “surplus” dando, ad ogni uomo, almeno due mogli; ma un suo collega della “Harvard University” si è opposto ed ha consigliato, senz’altro, un mezzo maggiormente energico e sbrigativo: il controllo sulle nascite delle femmine. Di qui la polemica alla quale le donne hanno partecipato . . . eloquentemente: protestando ed opponendosi con violenza sia al primo che al secondo progetto. E noi diamo loro pienamente ragione. In nessuna guerra il vincitore è mai disposto a dividere con un altro il bottino, come nessun prigioniero è mai desideroso di abbracciare una seconda croce sul petto dopo la prima che ha dovuto accogliere; con rassegnazione, sulle spalle. Quindi la poligamia non va. Come non va — per leggi morali e storiche — l’orrida faccenda dei laboratori e dei controlli delle nascite anche perchè, nella strage generale, si potrebbe sopprimere qualche modello e privare le future generazioni — non sia mai! — d’una nuova Greta Garbo o di una novella Dolores De Pancia.
A noi sembra che nel baccano che si è fatto sia stato confuso il problema. Se abbiamo compreso i punti e le sottigliezze della questione, qui non si tratta di far contente le donne, ma di proteggere e salvare l’uomo, questo povero essere il quale, tra le lotte che deve combattere per conto suo e le guerre che ogni dieci o quindici anni deve combattere per conto degli altri, ormai si è rammollito, non capisce più nulla e minaccia di estinguersi e scomparire dalla terra come il dinosauro.
E se questo è il caso, cosa c’entra la poligamia? Forse per affrettare la decadenza e la fine di cui la scienza ha parlato, dando l’allarme?
