Poetry  ·  Italian

Lucciole


CreatorFranco Lalli
SourceIl Carroccio
TypePoetry
LanguageItalian
Sommario / Synopsis

This text is a sequence of brief lyric poems and aphoristic prose-poems, built from surreal vignettes and moral-paradoxical images rather than a single plot. It opens with an old poor man who falls asleep on the threshold of a cemetery, prompting Death to angrily order the gates shut. Other scenes echo physical lack as spiritual condition: in an empty square a broken, dry fountain “asks for a little wind” because it is dying of thirst; the sea lies silent in its vast coffin under a motionless “tomb of stars.” A first-person speaker alternates between sudden surges of youthful vitality and the recognition that he is not different from the beggar at the street corner: the beggar asks for bread, the speaker begs for a word—both want to live. The poems question God’s harsh design, in which humans crave bread more than sun, wine more than water, shadow more than light. Restless striving is likened to blind people trampling a coin meant for them; the “Vagabond” is urged to stop and realize the most beautiful road circles the poor home once left. Recurring figures—the Cross, the Wind searching for Silence, lovers’ sighs climbing a moonlit ladder—lead to an existential climax: a “ferocious cross” called Nothingness on which Everything is nailed. The sequence ends inwardly, with a wingless black swallow of Pain nesting in the hidden heart.

Il Testo / Full Text

Un povero vecchio
si addormentò una notte
sulla soglia d'un cimitero.
— Serrate i cancelli! —
comandò rabbiosa la Morte.

***

Nel centro d'una piazza deserta,
chiede una fontanella
guasta e asciutta:
— Un po' di vento
perchè muoio di sete.

***

Nella sua bara immensa,
profonda,
come un bimbo stanco
dorme il mare silente
sotto un immoto
sepolcro di stelle.

***

Vi sono dei giorni
in cui sento battere
nelle vene
tutta la forza vittoriosa
della mia giovinezza.
E mi pare di essere ricco
di non so che cosa.
Eppure io non sono diverso
al povero fermo
all'angolo della via.
Egli chiede agli uomini
un pezzo di pane,
io l'elemosina d'una parola:
tutti e due vogliamo vivere.

***

Perchè Iddio punisce
così terribilmente l'uomo
col fargli avere
più fame di pane
che di sole?
Più sete di vino
che di acqua?
Più bisogno d'ombra
che di luce?

***

Con l'ansia che è tormento,
con l'inquietudine
che è la disperazione
di giungere,
che è la voglia sfrenata
di godere,
noi siamo come i ciechi
che spesso calpestano
la moneta gettata
apposta per loro.

Fermati, o Vagabondo.
e non andare più oltre.
Non hai forse ancora compreso
che la strada più bella del mondo
è solo quella che gira
intorno alla povera casa
che un giorno lasciasti?

***

— Non correre —
disse la Croce all'uomo —
poichè se inciampi
io cado su te. —

***

— Questa dev'essere certo
la casa d'una cocotte —
disse un brutto verme
addormentandosi
dentro al cuore
d'una pallida rosa.

***

Esiste una croce
feroce
che è il Nulla.
Il Tutto
è inchiodato a questa croce.

***

Più d'un seme
gettato sui giardini,
il vento lo porta nei deserti.

***

Ho camminato per tutte le vie
e mi sono affacciato
a tutte le finestre della Vita
cercando invano il cielo
dell'ignoto mio Paese.
Ma è il mio destino
andare sempre più lontano.

***

AL SOLE

.....ed io sono
un silenzioso mendicante
che si asciuga e si scalda
agli aperti cancelli
del Tuo gran regno di luce.

***

— Perchè fischi e corri? —
fu chiesto al Vento.
— Chiamo e cerco il Silenzio
che mai mi risponde.

***

Tutte le notti scende,
dalla luna al mare,
una scala di luce.
Languidi e tristi,
i sospiri di tutti gli amanti
ascendono la via luminosa.

*

Se una notte spuntasse
all'improvviso il Sole,
invece di mettersi in ginocchio

gli uomini direbbero annoiati:
— Non si può più dormire in pace
nemmeno all'oscuro.

*

Nel nido
del mio cuore nascosto,
riposa una rondine nera,
senz'ali: il Dolore.

I Manoscritti / Original Typescripts · 2 fogli